Due persone sono morte, 32 sono state tratte in salvo e oltre 70 risultano disperse a causa del ribaltamento dell’imbarcazione in legno piena di migranti, in una zona di ricerca e soccorso sotto controllo libico, nel Mediterraneo centrale.
Ne hanno dato notizia nel giorno di Pasqua le organizzazioni non governative Mediterranea Saving Humans e Sea Watch.
I migranti provenivano, nella ricostruzione dei sopravvissuti, da Pakistan, Bangladesh ed Egitto ed erano partiti nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 aprile da una località vicino a Tripoli.
La Comunità di Sant’Egidio ha così commentato questo ennesimo naufragio: “…di fronte alla morte di oltre 70 persone, a cui si aggiungono le vittime nei naufragi dei giorni scorsi nel canale di Sicilia e nel mar Egeo, non si può rimanere insensibili, limitandosi ad aggiornare le statistiche sulle tragedie dei viaggi nel Mediterraneo. Rivolgiamo un forte appello a tutte le istituzioni, a livello nazionale ed europeo, perché riprendano con più impegno le operazioni di soccorso in mare, per salvare la vita di chi è in pericolo“.
L’Oim, l’Organizzazione mondiale delle migrazioni, ha sottolineato che con questa ultima tragedia, “sono almeno 725 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale quest’anno, nonostante la diminuzione di arrivi”.
Morti di cui si é parlato moto poco e a cui sembriamo esserci assuefatti!
foto in copertina: Lampedusa, cimitero delle barche
Maurizio Scillitani per miticomagazine.com